Dalla Lim allo Smart notebook, passando attraverso un pennino da tablet.

Equazioni, problemi e poliedri che una volta venivano rappresentati sulle lavagne interattive – e già sembrava di aver compiuto un salto nello spazio rispetto alle polverose pareti nere con i gessetti bianchi, sempre troppo piccoli da tenere tra le dita – oggi prendono vita grazie a strumenti ancor più futuristici.

Tra questi il software Smart Notebook, potente e assai semplice da utilizzare, è pensato per offrire lezioni interattive e coinvolgenti, nella linea di un apprendimento collaborativo che oggi a scuola è diventato imprescindibile nel rapporto tra docenti e alunni.

Si è mosso in questa direzione Costanzo Saracino, giovane insegnante di matematica e scienze della Secondaria in Frassati, che ha rivoluzionato le vecchie – si fa per dire… – abitudini e arriva ora a condividere lo schermo del suo tablet con i pc nelle case dei ragazzi, ai quali consente di seguire passo passo lo svolgimento dei suoi ragionamenti.

“Mi sono chiesto – afferma – come potevo rivedere il mio modo di insegnare, che la realtà mostrava ormai impossibile da replicare ‘ a distanza’. Partendo dall’ottimale strumentazione predisposta dai tecnici della scuola per la modalità e-learning, ho poi acquistato un semplice pennino da tablet. Così aprendo ogni giorno la lavagna online i ragazzi seguono le mie operazioni, i calcoli, i passaggi che portano al risultato finale. La lim era uno strumento eccellente, ora siamo andati oltre. E quando poi devono mostrarmi se hanno capito, io divento la loro mano e scrivo col pennino i passaggi del ragionamento…naturalmente correggendo gli errori!”.

L’interfaccia del programma è intuitiva, è possibile incorporare nella lezione immagini, temi, video e oggetti che la rendono più dinamica e piacevole. Grazie al software GeoGebra, Saracino proietta disegni in modalità tridimensionale, prende ad esempio una piramide e la fa girare su se stessa mostrandone le varie componenti e conduce l’osservatore alla visione dall’alto del cono.

Ma anche le scienze fanno un salto in lungo vero il futuro. Grazie ad una App scuola il libro di testo viene proiettato in digitale di modo che, condividendo lo schermo con gli alunni, l’insegnante possa far vedere la spiegazione come fosse una lettura diretta nelle pagine.

“I ragazzi sono più avanti di noi – aggiunge – benchè io non mi possa certo definire un professore ‘matusa’. Ma le loro abilità digitali emergono con naturalezza e ingegno dove per noi occorrono fatica e impegno, almeno all’inizio. Colgo tanti aspetti positivi, tra cui il fatto che nessuno di loro ‘scappa’ dalla consegna dei compiti, che collocano puntualmente nell’apposita sezione delle attività su Microsoft Teams: qui li depositano, nei formati pdf o jpeg. E’ un modo di fare scuola che li rende più responsabili, più protagonisti del proprio sapere”.

Un bilancio positivo, quello che il docente trae dai primi mesi di esperienza, insieme alla certezza di proseguire anche il prossimo anno nella direzione di valorizzare le grandi possibilità del digitale.

“La didattica classica e frontale è senza dubbio più coinvolgente – conclude Saracino – ma i ragazzi nell’online mostrano apprezzamento e creatività a volte impensabili e il docente ha maggiormente il polso della situazione della classe. Pro e contro da bilanciare, in attesa di capire come potremo tornare in aula”.

Con la consolante certezza che, almeno in matematica, 2x – 4 = 12, dovrà dare sempre lo stesso risultato.

Seveso, 27 aprile 2020

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